Passa ai contenuti principali

Post

Seduti in quel caffè

Uno dei dipinti più iconici di Edgar Degas l'assenzio proveniente dal Museo d'Orsay è eccezionalmente esposto alla mostra  Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi in corso di svolgimento a Rovigo presso palazzo Roverella. La scena è ambientata all'interno di un caffè di Parigi che è stato identificato in "La Nouvelle Athènes". Un locale, situato in Place Pigalle, che all'epoca era noto come punto d'incontro per artisti e bohémien. Entrambi i protagonisti appaiono persi dentro i fatti propri, tra una bevuta di assenzio e una boccata di fumo. Nonostante il taglio fotografico e l'immediatezza della situazione che la scena trasmette l'opera è stata dipinta in studio e il pittore ha utilizzato come modelli personaggi reali ma che non avevano problemi di alcolismo. Tuttavia l'effetto realtà è ampiamente colto da Degas e rende quest'opera una delle mie preferite di questo artista. Nel quadro in basso a sinistra è riportata la fi...
Post recenti

Una Padova insolita

Qualche interessante scoperta che mi è capitato di fare durante una passeggiata con amici tra le vie del centro di Padova. Nell'itinerario che ha toccato alcuni importanti monumenti che conservano cicli di affreschi trecenteschi ho intercettato un paio di opere di street collage. La prima raffigurante l'iconica immagine di David Bowie utilizzata per la copertina dell'album Aladdin Sane e la seconda che riprendeva la locandina del film Il favoloso mondo di Amélie . Successivamente un certo rammarico mi è venuto per non aver potuto ammirare il monumento equestre al Gattamelata  di Donatello in piazza del Santo. Si tratta di un'assenza giustificata perchè sul monumento è in corso di svolgimento un importante intervento restauro quantomai necessario. Da quanto riportato su alcuni organi di informazione, per questa affascinante scultura, forse si prospetta una sua museificazione e la sostituzione con una copia. Per ora sulla piazza della basilica sono visibili solo alcune f...

Il gioco di sguardi e mani nella Madonna con il Bambino di Jacopo della Quercia

Esposta alla Mostra Michelangelo e Bologna di palazzo Fava, questa Madonna con il Bambino di Jacopo della Quercia colpisce per la dolcezza degli sguardi. Inoltre l'artista riesce a creare un intrigante gioco di mani tra la Vergine e il Bambino. Sono mani che abbracciano e accolgono i due protagonisti di questa immagine sacra che ci restituiscono una gioiosa intimità familiare.  Si tratta di una scultura in terracotta policroma che conferma l'interesse dell'artista per questo materiale. L'opera è conservata presso l'Oratorio di San Bernardino a Siena ed è datata intorno agli anni 1428-1429.   Approfondimenti: Siena, Oratorio di San Bernardino e Museo Diocesano di Arte Sacra Bologna, Palazzo Fava, Michelangelo e Bologna  dal 14 novembre 2025 al 15 febbraio 2026  

Le mura d'inverno

  Il tratto rossettiano delle mure estensi, in particolare quello che va da piazzale San Giovanni a porta Paradiso, offre scorci molto affascinanti nelle umide e fredde giornate invernali. Gli alberi spogliati delle loro foglie lasciano intravedere cieli nuvolosi, brani di lapidi del cimitero ebraico e la silhouette della chiesa di San Cristoforo alla Certosa.  In questo post ho inserito alcune fotografie che ho scattato durante alcune passeggiate effettuate nei mesi di gennaio e febbraio. Approfondimenti: Le Mura “rossettiane”, dal Torrione del Barco al Torrione di San Giovanni Battista

I Golosi del Beato Angelico

  La straordinaria mostra che Firenze dedica a Beato Angelico, suddivisa tra il Museo di San Marco sede dell'omonimo convento e Palazzo Strozzi, è stata l'occasione per vedere o rivedere diversi capolavori del maestro qui riuniti per la prima volta dopo le dispersioni ottocentesche. Alcune opere sono state spostate temporaneamente dal Museo di San Marco a palazzo Strozzi dove sono conservate e saranno di nuovo visibili al termine della mostra. Tra queste troviamo il famosissimo Giudizio Universale . Noto per l'ardita prospettiva dei sepolcri scoperchiati presenta, come da tradizione medievale, una crudele visione dell'Inferno. Nel quadro i dannati sono suddivisi in settori in base al peccato e alla pena che dovranno espiare per l'eternità. Nello specifico troviamo raffigurato il settenario dei peccati che comprende: superbia, lussuria, invidia, ira, avarizia, accidia e gola. Quest'ultimo vizio capitale è rappresentato da cinque dannati seduti attorno a un tavolo...

Chagall a Ferrara dentro e oltre lo specchio

Un breve video girato alla mostra che palazzo dei Diamanti dedica a Marc Chagall. In una sala ho trovato  molto affascinante l'allestimento proposto dai curatori che presenta i quadri dell'artista riflessi in una sorta di labirinto di specchi. Tra le opere presenti in questa sala alcune riguardano la magia del circo. Inoltre è visibile  la sposa dai due volti ( La Mariée à double face ) del 1927. Si tratta del dipinto che è stato utilizzato come manifesto della mostra ferrarese. Per informazioni: Chagall, testimone del suo tempo, palazzo dei Diamanti di Ferrara, dall'11 ottobre 2025 all'8 febbraio 2026

Gennaio e il focolare domestico nel Breviario di Ercole I d'Este

Nelle miniature che illustrano la pagina dedicata al mese di Gennaio nel Breviario di Ercole I d’Este troviamo raffigurati il segno zodiacale dell’Acquario e una simpatica scenetta familiare. Quest’ultima si svolge in un ricco interno rinascimentale con due colonne e un elegante portale che le fanno da fondale. Il padrone di casa è seduto con la moglie davanti a un tavola imbandita e sopra una candida tovaglia sono accuratamente posizionati piatti, bicchieri, vivande e due ampolle di vetro trasparenti per il vino.  A lato del tavolo è acceso un imponente camino che con la sua fiamma vivace riscalda la stanza. Il signore tiene in mano un bicchiere di vino rosso. La consorte indossa abiti eleganti e sembrerebbe ritratta nell’atto di assaporare una qualche prelibatezza. Nello stesso istante un domestico sta entrando nella sala sostenendo con le mani forse una pietanza racchiusa tra due piatti perché non si raffreddi. A chiudere la scena in basso a destra un bel gatto tigrato pronto ...